satira sul darwinismo

LA SATIRA DI GIANPIERO ASARA COTTU
BLOG DI SATIRA POLITICA DELLO SCRITTORE SATIRICO | EMAIL: ASARACOTTU@LYCOS.IT lunedì, 17 marzo 2008
SATIRA SUL DARWINISMO

In uno studio a proposito della casualità darwinista dell'evoluzione della specie, Luciano Benassi fa notare: << [...] Supponiamo che alla mutazione siano interessati soltanto 5 geni [...] in un periodo di un miliardo di anni la probabilità che sia apparso un solo vertebrato munito di 5 nuovi geni funzionali, è di 1 su 100.000, ovvero che occorrono 100.000 miliardi di anni per avere la quasi certezza di vederne uno [...] Basta supporre [...] che i geni interessati alla novità siano 6 anzichè 5, perché la certezza della comparsa di un mutante risulti di 1 su 100 miliardi di miliardi di anni! Dato che la cosmologia più recente assegna all'Universo una età di circa 20 miliardi di anni [...], si può ritenere assurda ogni ipotesi che faccia ricorso al caso [...] >> Luciano Benassi, Cristianità n. 95 (1983). Scrive invece Jacob: "Forse si riuscirà anche a produrre, a volontà e nel numero di esemplari desiderato, la copia esatta di un individuo: un uomo politico, un artista, una reginetta di bellezza, un atleta. Nulla vieta di applicare fin d'oggi agli esseri umani i procedimenti selettivi utilizzati per i cavalli da corsa, i topi da laboratorio o le vacche lattiere [...]. Ma tutto questo non ha più a che fare soltanto con la biologia" . Francois Jacob, La logica del vivente, tr. it., Einaudi, Torino 1971. E' utile consultare anche il libro di Francois Jacob, << Evoluzione e bricolage, gli "espedienti" della selezione naturale >>, Einaudi, Torino 1978. Quelli di estrema sinistra credono tutti nel darwinismo. In realtà, il darwinismo è un'utopia, come il comunismo. Per questo piace loro. Nessuno è mai riuscito a dimostrarlo scientificamente, è solo una teoria, ma a loro piace pensare di discendere dalla scimmia… Tra un po' canteranno anche la canzone: << Avanti popolo, scimmietta rossa… >>.

Gianpiero Asara Cottu

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LINK UTILI

Mistificazioni evoluzionistiche e matematica http://www.alleanzacattolica.org/indici/articoli/benassil95.htm

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SATIRA SUGLI EVOLUZIONISTI

Leggo in un articolo di Francesco Agnoli su Il Foglio del 12 giugno 2008: << Censure - Era un grande genetista ma contro l’aborto. Così Lejeune fu messo ai margini dal mondo scientifico [...] Si batte [...] per evitare il disastro nucleare, e confuta il darwinismo materialista e ideologico di Jacques Monod, che riduce l’uomo a un figlio del caso. In nome dei suoi studi di genetica Lejeune sostiene la credibilità di Adamo ed Eva e, anticipando di dieci anni le scoperte di Gould ed Eldredge, confuta il gradualismo step by step di Darwin, sostenendo che l’evoluzione ha dovuto per forza fare dei salti [...] >>. Si sente dire in giro ancora la solita solfa dell'uomo che deriva dalla scimmia. Cos'è, una battuta? Sapete qual è la bibita preferita dagli evoluzionisti? L'orang-soda.

Gianpiero Asara Cottu

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SATIRA SULL'EVOLUZIONE

Leggo in un articolo sull'ornitorinco di Massimo Piattelli Palmarini sul Corriere della Sera del 11 maggio 2008: << Appena conclusa la mappatura del genoma. Ecco le sorprese dell' animale più strano. «Il suo patrimonio genetico mette in crisi l' evoluzionismo» [...] I mammiferi normali, come è noto, hanno una coppia di cromosomi sessuali, XX nelle femmine, XY nei maschi. Ebbene l' ornitorinco ha ben 10 cromosomi sessuali, cinque paia di X nelle femmine, cinque X e cinque Y nei maschi. E ha in tutto la bellezza di 52 cromosomi, contro i nostri 46. [...] interessa tutti [...] perché depone contro l' idea darwiniana classica che l' evoluzione biologica proceda sempre e solo per piccoli cambiamenti cumulativi [...] >>. Gli evoluzionisti discendono dalla scimmia (è un insulto). Mi hanno risparmiato la fatica, in sostanza si prendono in giro da soli: sono loro che lo dicono, di avere origini quadrumani, non lo dico io. Una volta ne ho incontrato uno che mi ha detto: << Odio i creazionisti, gli scienziati che negano la teoria di Darwin. Sono un evoluzionista. Discendo dalla scimmia >>. E io: << Oh, la vuoi una banana? Ciao, salutami Tarzan ! >>.

Gianpiero Asara Cottu

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UMORISMO E DARWINISMO

Leggo in un articolo di Francesco Agnoli su Il Foglio 10/11/05: << La testa di Darwin - Il padre dell’evoluzionismo era convinto che i suoi studi gli avessero modificato il cranio… [...] La cosa potrebbe stupire solo chi conosca il suo pensiero attraverso i nostri ridicoli manuali della scuola dell’obbligo. Non invece chi, leggendo le sue opere originali, le ha trovate disseminate sia di affermazioni sconcertanti dal punto di vista scientifico, che di dichiarazioni apertamente classiste e razziste: ad esempio sull’inferiorità degli irlandesi, sulla necessità di limitare, come con le bestie, la riproduzione degli umani “inferiori”, o sulla superiorità mentale e fisica dell’uomo sulla donna. [...] >>.

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SATIRA SU ELTON JOHN








IMMAGINE DI ANTONIO ALFIERI (SI SCHERZA, STIMO ELTON JOHN). Gianpiero Asara Cottu

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IL PROCESSO DELLA SCIMMIA

EDIZIONI LINDAU. AUTORE: Meotti G. Il processo della scimmia. La guerra dell'evoluzione e le profezie di un vecchio biochimico COLLANA: I Draghi PAGINE: pp. 248 ILLUSTRAZIONI: N° 16 b/n f.t. FORMATO: cm. 14x21 PREZZO: euro 19,50 ISBN: 978-88-7180-579-5

IL LIBRO. Estate del 1925, Dayton, roccaforte battista nel Tennessee. Un giovane insegnante, John T. Scopes, viene processato (e condannato) per aver violato la legge che mette al bando l’insegnamento dell’evoluzione darwiniana. È il «processo della scimmia», il processo del secolo in America. Nel dicembre del 2005 a Harrisburg si replica, ma a parti rovesciate. L’insegnamento del disegno intelligente è giudicato incostituzionale perché è una mera «progenie del creazionismo» e presuppone una «forza sovrannaturale». Sembra una sentenza definitiva, ma lo scontro su Darwin divide nel profondo la società americana, l’unica in Occidente a non essersi mai pacificata con la Grande Ipotesi del naturalista inglese e con la sua concezione della vita, al centro di una guerra che investe la natura stessa della democrazia e rispetto alla quale l’Europa appare invece inerte. L’ordinaria coscienza popolare e l’establishment liberal si confrontano su quello che resta un punto dirimente dell’identità culturale occidentale: il ruolo della religione nella società, a partire dalla scuola pubblica. L’ideologia del darwinismo sociale ispira le grandi università e i centri di ricerca, dove in pochi decenni in nome dell’utopia scientista si è passati dalla genetica all’eugenetica. «È cominciato tutto con l’Evoluzione ed è finito con l’Eugenetica», scrisse già agli inizi del secolo scorso il cattolico Chesterton. E proprio l’eugenetica si agita come un lugubre fantasma nelle dense pagine del libro di Giulio Meotti, e con essa si rivelano le più recenti «frontiere» della scienza, sempre attraversate per il «bene» dell’umanità, dalla procreazione artificiale all’eutanasia, alla distruzione degli embrioni (Erwin Chargaff parlò di una nuova «Auschwitz molecolare»). L’America è stata un terreno di coltura ideale per molti degli esperimenti scientifici più sconcertanti del ’900 – nel 1927 la Corte Suprema degli Stati Uniti si espresse a favore della sterilizzazione degli unfit, degli inadatti, perché, come sentenziò il giudice Wendell Holmes, «tre generazioni di imbecilli sono abbastanza. Non vedo ragione per attribuire all’uomo un significato diverso da quello del babbuino». Da allora centomila americani sono stati sterilizzati, la maggior parte dopo la follia nazista. Ma anche la cronaca più recente resta tremenda. Il caso Terri Schiavo è solo il più eclatante e la sua morte per denutrizione, voluta da un tribunale, dai medici e dal marito in nome della buona vita, non cessa di scuotere le coscienze. Ma forse è inutile pretendere il lume della pietà – della ragione – da chi ha paragonato i suoi tristi sorrisi a «girasoli che seguono il movimento del sole nel cielo».

L'AUTORE. Giulio Meotti, laureato in filosofia a Firenze, è giornalista del «Foglio».

RECENSIONI. Antonio Carioti, «Corriere della Sera», 30 giugno 2006 «Giulio Meotti, giornalista del "Foglio", riporta sul banco egli imputati le teorie darwiniane. In parte perché il cieco meccanismo evolutivo gli pare inadeguato a spiegare l’origine della vita. Ma soprattutto perché a suo avviso Darwin, riducendo l’uomo a un semplice animale, ne avrebbe ferito irrimediabilmente la dignità, autorizzando ogni esperimento sulla sua pelle. Meotti […] presenta il darwinismo come il padre dell’eugenetica, funesta teoria che in America e in Svezia sfociò nella massiccia sterilizzazione forzata di individui considerati anormali e nel Terzo Reich portò alla loro uccisione. Un orrore che […] oggi si ripropone con le manipolazioni genetiche e l’eutanasia legale. Meotti non usa mezzi termini: vede nel darwinismo "un nemico spietato dell’uomo", che "non ha mai esaurito la sua carica di morte".» Matteo Orsucci, «Linea», 16 giugno 2006 «Nel libro di Giulio Meotti si spiega come gli eccessi della scienza contemporanea affondino le basi nel darwinismo»

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IL TAO DELLA BIOLOGIA

EDIZIONI LINDAU. AUTORE: Sermonti G. Il tao della biologia. Saggio sulla comparsa dell'uomo COLLANA: I Draghi PAGINE: pp. 144 ILLUSTRAZIONI: N° 33 b/n FORMATO: cm. 14x21 PREZZO: euro 14,50 ISBN: 978-88-7180-696-9

IL LIBRO. «È l’uomo che deriva dalla scimmia o la scimmia che deriva dall’uomo?» Il dilemma non ha senso, se è vero che una specie che ha già imboccato una strada non può uscirne. L’idea dell’origine di una specie per aggiunte terminali ai caratteri di un’altra è ormai superata. Le specie sorelle sembrano piuttosto irradiarsi da un nodo comune disegnando quelle che sono state chiamate «esplosioni o radiazioni evolutive». Il problema è semmai chi, tra uomo e scimpanzé, si è più distaccato dal nodo, dalla forma primaria della sua famiglia. Per Darwin questo peregrino è l’uomo, e sul nodo è rimasta, immutata, un’arcaica scimmia. Invece l’uomo è la forma primaria, archetipica, conservatrice. Rispetto ai suoi congeneri ha conservato lo schema anatomico tipico, la base molecolare del proprio ordine di appartenenza. Egli è il Peter Pan dei Primati, «il bambino che non voleva crescere». È il primo, non l’ultimo. Nei termini del Tao, l’uomo è Yin, nero, tenero, femminile. La scimmia è Yang, bianca, dura, maschile. Uomo e scimmia sono due modalità dell’essere, opposte e complementari: ognuna contiene in sé la potenza inespressa dell’altra. L’uomo, solenne, è il sole della savana, la scimmia, festosa, istintiva, è la luna nel bosco. L’uomo ha avuto infusa un’anima che lo destina alla luce o al peccato; la scimmia, con il suo istinto innocente, subisce le catene dell’uomo. L’opera di Sermonti raccoglie e combina risultati scientifici, aneddoti, parabole, favole e variazioni filosofiche. Il protagonista è la scimmia, il modello è l’uomo, l’eroe è il bambino.

L'AUTORE. GIUSEPPE SERMONTI (Roma, 1925), genetista dal 1950 presso l’Istituto Superiore di Sanità in Roma, ha fondato la genetica dei microrganismi produttori di antibiotici e ha presieduto la International Commission for Genetics of Industrial Microorganisms. Nel 1964 vince una cattedra di Genetica e nel 1970-71 presiede l’Associazione Genetica Italiana. Nel 1980 è eletto alla vicepresidenza del XIV Congresso Internazionale di Genetica a Mosca. Lo stesso anno è chiamato alla direzione della «Rivista di Biologia» (fondata nel 1919). In quel periodo inizia la sua critica allo Scientismo e all’Evoluzionismo darwiniano, che lo isola dall’establishment accademico. Nel 1982 l’Accademia Pontificia lo invita a partecipare a un gruppo di lavoro sull’Evoluzione dei Primati. Nel 1986 è tra i fondatori, a Osaka, del gruppo degli Strutturalisti dinamici, di cui la «Rivista di Biologia» diviene l’organo. Alla ricerca dei significati non utilitaristi della scienza, indaga e scopre leggi naturali e tecniche chimiche nelle fiabe del focolare. Scrive e rappresenta drammi sui protagonisti della scienza. Nel 2004 riceve il Premio per la Cultura della Vicepresidenza del Consiglio, per le sue ricerche e critiche scientifiche. Pubblica indagini sulla nascita degli alfabeti dalle costellazioni dello Zodiaco. Tra le sue opere scritte o riedite negli ultimi anni, Il mito della Grande Madre (2002), Il crepuscolo dello scientismo (1971, 2002), Dimenticare Darwin (1999, 2003), Fiabe di tre reami (1986-92, 2004), Why Is a Fly Not a Horse? (2004), Tra le quinte della scienza (commedie, 2007).

RECENSIONI. Gabriele Burrini, «Astra», marzo 2008 «Un’operetta consolante, la presenta così l’autore. Perché prova con solide argomentazioni che l’uomo non deriva dalla scimmia, ma da una "madre comune" […]. Solo che mentre l’essere umano conserva le originarie potenzialità ed è rimasto fanciullo, la scimmia invecchiata.»
AURITI SANTO SUBITO

Ciao Lorenzo, io la lettera l'ho gia inviata, era importante farla partire subito, se vuoi, invia anche tu la bella frase che hai elaborato, l'indirizzo è questo: AL PARROCO della Chiesa S.Agnese - Via NOMENTANA - N 349 - c.a.p. 000162 ROMA
"Solo un santo, poteva dare a noi gli strumenti culturali e spirituali, per contrastare in terra l'impero di Satana, o il signoraggio bancario è il luogo ideologico ed economico dove si capisce veramente cosa significa che il denaro è
"sterco del diavolo".

In questo scontro titanico, Auriti ha pagato di persona fidando solo sull'aiuto del Cristo. PROF. SCAROLA LORENZO
fedele339@gmail.com
Chi ha conosciuto Dio VERAMENTE, ha cancellato la parola "impossibile"
dal suo vocabolario.

Tutto è per Lui o è contro di Lui: A e W
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http://fedele.altervista.org

Sola la PAROLA dal nulla ha creato tutto, cioè il Verbo fatto carne nel seno di Maria.
Ascolta, credi e salvati!
Avete rifiutato il Signore che vi chiedeva solo la decima o il 10% e avete accettato il signoraggio bancario a cui date il 300%. Si, ogni euro che puoi spendere, con delle truffe legalizzate ti rubano ben 3 euro. E non vi danno neanche il diritto di sapere queste cose, infatti il signoraggio ti rende un "suddito" e la democrazia è solo una truffa!
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contattami a skype: "fedele339"